Dei fiori rosa
come la tenerezza
ci sorridono.
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5 + 7 + 5 = 17
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poesie e haiku di Marisa Nones
Due foglie di alberi lontani che guardano uno il mare, l'altro i monti.
Il destino, che per noi ha un nome e un volto, ci ha fatto incontrare.
Portate da un vento a cui ci siamo affidati con incosciente fiducia,
perché più forti le ragioni del cuore di quelle del mondo intorno a noi.
Un vento che fa volare aquiloni, scompiglia i capelli ribelli, ti porta a volteggiare in alto e poi ti sbatte a terra.
Da lì, se lo sai cogliere, ti risolleva ma non sai, mai, dove ti porta ancora.
È così che son passati anni che a noi oggi sembrano ore,
tanto forte ancora è ciò che ci unisce e attrae.
Noi lo chiamiamo amore.
Sono gemelle inseparabili, costrette a sopportarsi.
Gemella 1 ha tanti amici ed è contornata da affetti.
Sente di essere amata, ma non crede di meritarlo.
Dà cure e premure, lavoro e impegno, in cambio di stima e considerazione, di cui è priva.
Fa la brava bimba per ricevere carezze.
Non osa più avere sogni, perché non ha più nemmeno la speranza di realizzarli.
Gemella 2 non ha amici.
Dà fastidio a tutti coloro che amano Gemella 1.
Nessuno vuole ascoltarla, nessuno la vuole nemmeno vedere.
Per questo si nasconde, e pochissimi l'hanno vista.
Non da niente, non ama nessuno.
Marisa 2 è vera ed esiste, è un'anima persa e confusa in una immensa solitudine.
Un tempo antico
scandito con lo stesso suono,
ora per ora, secolo dopo secolo.
Un borgo intatto, accogliente e paziente
che si lascia attraversare da fiumi di persone
e le rilascia al mondo un po' più ricche
e un po' più felici.
Un tempo che rallenta
e ti regala le ore per riposare
e per vivere qualche attimo di
Bella Vita.
Grazie ad Elisabetta e Gianluca del B&B Bella Vita
In questa guerra senza fine con me stessa,
sto esaurendo le munizioni,
mentre il nemico affina armi sempre nuove.
Si insinua nei pensieri di giorno
e nei sogni di notte.
Come un mago fa sparire il sole,
riempie di frastuoni il silenzio,
e di gas velenosi l'aria,
ruba la speranza, nasconde la gioia.
E' una guerra, ma non si può né disertare, né arrendersi.
Solo attendere la liberazione, l'ultimo respiro.
Affondo.
Niente più scialuppe
ne salvagente
ne isole.
Solo zavorra che trascina giù.
Quando l'aria nei polmoni sarà finita
non ci sarà l'oblio
ma buio e freddo e vuoto.